Teoria: Gestalt - Counselling - Arteterapia e Teatro - Enneagramma

La Gestalt

La Gestalt non si propone come un modello terapeutico con tecniche rigide, predefinite e una struttura teorica statica, ma come una corrente di pensiero creativo all’interno della psicologia umanistica che ha i suoi fondamenti filosofici nella Fenomenologia e nell’Esistenzialismo. Friz Perls, il suo fondatore, opera una sintesi originale fra le varie scuole di psicologia ed il pensiero occidentale ed orientale, dando forma ad una pratica terapeutica basata sull'attenzione continuativa al presente in un contesto di relazione.
Il verbo tedesco “gestalten” significa “dare forma o struttura significante” e il suo risultato, la Gestalt, è dunque una forma di conoscenza strutturata, completa e dotata di un senso.
La Gestalt sottolinea che il tutto è differente dalle somma dalle parti perciò la Terapia della Gestalt propone il concetto che per cambiare un comportamento è importante, oltre che analizzarlo, averne una visione di sintesi e percepirlo inserito nella globalità del contesto. La Gestalt considera importante l’intera esperienza di vita della persona dal punto di vista fisico, emotivo, intellettuale, spirituale e relazionale, prestando più attenzione ai “come” cioè ai processi, piuttosto che ai “perché” di un comportamento o di un’azione.
L’esperienza di ogni individuo è unica e irripetibile ed è importante che ognuno prenda coscienza del proprio vissuto sensoriale, emotivo e corporeo per comprendere se stesso attraverso la consapevolezza delle proprie esperienze più che per la conoscenza di teorie e sistemi. Obiettivo del lavoro gestaltico è la realizzazione di quella unità mente-corpo in cui una persona si sente centrata su se stessa, in grado di vivere pienamente e responsabilmente, con il coraggio di essere e di sbagliare.
L’auto-osservazione senza giudizio è lo strumento per evitare le insidie dell’autocondanna. Spesso ci poniamo mete irraggiungibili, non sentendoci poi all’altezza dei nostri ideali di perfezione. Superare questa continua lotta significa raggiungere una condizione di pura consapevolezza, sperimentando gli opposti che coesistono in noi senza volerli eliminare. Riconoscere le dualità che affollano il nostro mondo interno consente di vivere un processo di arricchimento creativo; il conflitto, così vissuto e accettato, invita alla crescita, al cambiamento, all’azione.
Siamo in cerca di quella primordiale saggezza perduta per le difficoltà della vita ed è fondamentale riconoscere quali problematiche, incertezze, incoerenze si agitano nel nostro animo per ritrovare la capacità di scegliere come procedere.

 

Il Counselling

In Italia, il Counselling è una professione emergente. Nei paesi anglosassoni ha già una storia di più di 50 anni ed è una professione riconosciuta a tutti gli effetti, insegnata all’Università, in Istituti privati accreditati, che trova applicazione in svariate realtà sociali.
Il Counselling è un processo d’interazione tra due persone – Counsellor e Cliente – il cui scopo è facilitare il cliente nel comprendere e risolvere le situazioni problematiche personali o professionali che lo riguardano. Il Counseling della Gestalt focalizza l’attenzione sulla piena e libera espressione individuale, lo scambio diretto fra le persone, lo sviluppo dell’autenticità, qualità che possono divenire modalità di cui avvalersi nel mondo.

 

Il Counsellor

Ascoltando empaticamente, il Counsellor comprende le difficoltà dal punto di vista del cliente e lo aiuta a considerarle in modo più chiaro, facilitando nuove scelte rispetto agli usuali schemi comportamentali. Non è una forma di psicoterapia, ma un’attività d’aiuto diretta a superare crisi, migliorare i rapporti, agevolare lo sviluppo e la consapevolezza di sé, elaborare emozioni e conflitti.
Obiettivo del Counsellor è favorire lo sviluppo delle potenzialità creative dell’altro attraverso un atteggiamento empatico di accoglienza, rispetto, ascolto. Quale esperto di comunicazione egli offre uno spazio neutrale e non giudicante in cui il suo interlocutore sente di potersi esprimere senza barriere.
Il suo ruolo non consiste nel dare consigli o interpretazioni, ma nell'aiutare ad avere una visione più completa dei problemi e trovare la soluzione in prima persona. Il Counselor non suggerisce quindi soluzioni, ma facilita l’emergere dei veri bisogni e delle risorse necessarie per soddisfarli, ponendosi in modo non direttivo. Nella prospettiva della Gestalt, il Counsellor ha il compito di guidare la persona nel processo di consapevolezza, sostenendola nel prendere contatto con i propri bisogni e portandola a scoprire le proprie energie e capacità per sperimentare nuove possibilità di comportamento funzionale e positive in rapporto alle situazioni in cui si trova.

 

Arte Terapia e Teatro

Il teatro, la danza ed ogni altra espressione artistica rappresentano la prima forma di terapia sperimentata dall’uomo fin dai tempi più remoti. E’ ormai conoscenza comune e consolidata come l’arte terapia possieda elementi di guarigione, benessere e crescita personale e offre la possibilità di ampliare la personalità, attivando risorse ed energie precedentemente bloccate. Nel processo creativo si impara ad essere più vivi e presenti, a comunicare con se stessi e con gli altri, a rompere con i soliti schemi, a affrontare cambiamenti e nuove prospettive.
Fondamentale è che nei setting non vi sia critica dell’esperienza poiché il fine è manifestare la propria individualità e autenticità, sperimentando l’essere se stessi in un contesto in cui non si è giudicati, per osare di più nella vita quotidiana. Il processo creativo inizia col lasciarsi andare così come si è: si esprimono idee, impulsi, impressioni, desideri, complice il mezzo artistico qualsiasi esso sia.
L’attore raggiunge l’essenza quando si mette a nudo e la sua presenza non è semplice partecipazione ma un concedere tutto se stesso con energia, concentrazione, generosità. Straordinario è il valore dell’improvvisazione poiché la persona, stimolata ad agire con libertà e naturalezza, segue il mutare di pensieri e azioni e trova una spontaneità e un’immediatezza sorprendenti anche a se stessa. La capacità di rivelarsi dà una sensazione di potente determinazione; i fattori che bloccano l’espressione sono importanti da individuare per superarli e rendersi conto di avere un corpo libero e volitivo.

 

Enneagramma

I tentativi di elaborare una tipologia psicologica risalgono a tempi immemorabili, e appartengono a tutte le culture. Come ricorda Claudio Naranjo in "Carattere e nevrosi" l'origine dell'enneagramma è immersa nel mistero; molto probabilmente era già conosciuto più di 2.000 anni or sono, in quello che oggi è l'Afghanistan. A noi è giunto attraverso l'insegnamento orale dei maestri sufi, che lo utilizzavano per individuare e comunicare ai discepoli il loro tipo psicologico. L'Enneagramma, infatti, è uno strumento che permette di studiare il carattere di ogni essere umano. Si elimina, così, quella antinomia sano/malato, prima e fondamentale distinzione che impedisce una reale relazione umana, soprattutto nel contesto delle relazioni d'aiuto.
L'impostazione dell'Enneagramma collega il malessere dell'individuo al perdurare di una precoce strategia adattativa che interferisce con la saggezza dell'organismo.
Il perdurare della precoce strategia adattativa può essere compresa alla luce del contesto doloroso in cui ha avuto origine e del particolare tipo di apprendimento che la alimenta. Non si tratta di un apprendimento che l'organismo in evoluzione ha assimilato in maniera spontanea e gratuita, ma un apprendimento sotto coercizione, caratterizzato da una speciale fissità e rigidità del comportamento adottato all'inizio, come reazione d'emergenza.
L'individuo, col tempo, non è più libero di scegliere se comportarsi seguendo le acquisizioni relative alle nuove esperienze, ma funziona "in automatico" senza considerare le caratteristiche attuali della situazione e le possibili risposte creative. La fissità delle risposte e la perdita della capacità di reagire in maniera creativa al presente, sono tipiche del funzionamento nevrotico. Nella visione enneagrammatica, la parola carattere, derivata dal greco scolpire e indica ciò che rimane costante nella persona in quanto "scolpito dentro" (condizionamenti comportamentali, emotivi e cognitivi) in un insieme che Perls chiama "oloide".
Il conflitto cronicizzato, o modo fondamentale di essere in disaccordo con sé stessi, è conseguenza dell'interferire del carattere con l'autoregolazione organismica, interferenza che alimenta un radicato rifiuto di sé ed il desiderio di essere diversi da quelli che si è.